Idea di base
La Svizzera è un Paese plurilingue e dalle molteplici sfaccettature. Essa deve offrire, anche in futuro, un territorio che consenta a tutti noi di realizzarci dal punto di vista sociale ed economico e di conservare il benessere e la coesione sociale. Le nostre azioni devono essere compatibili con l’ambiente e rispettose delle risorse. Una gestione oculata e prudente di un territorio limitato e lo sviluppo delle strutture esistenti consentono di conservare ciò che di buono esiste e di creare spazio per nuove opportunità.
Obiettivi
Gli obiettivi del Progetto territoriale Svizzera delineano un futuro auspicabile, fanno riferimento a un orizzonte temporale fissato al 2050 e si basano su criteri qualitativi valutabili, ma non misurabili. Gli obiettivi hanno una prospettiva nazionale, tengono conto della varietà e dell’identità delle diverse regioni e riguardano tutti i tipi di spazio, siano essi città, agglomerati, aree rurali o montane. Analogamente alle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile, gli obiettivi del Progetto territoriale Svizzera rivestono tutti la stessa importanza. Ad un primo sguardo, alcuni obiettivi sembrano tra loro incompatibili. Affrontiamo i conflitti attraverso strategie che perseguono contemporaneamente molteplici obiettivi, così da poter superare, nel limite del possibile, la concorrenza tra interessi territoriali ed esigenze di utilizzazione. Quando gli obiettivi del Progetto territoriale trovano applicazione in progetti concreti, spetta ai soggetti competenti stabilire le relative priorità all’interno dei processi di pianificazione.
- La Svizzera è costituita da regioni e spazi eterogenei e attrattivi che, insieme, formano un'entità coesaLa Svizzera si caratterizza per la diversità delle sue regioni e dei suoi spazi, ognuno dei quali può contare sui propri punti di forza. Le regioni collaborano su un piano di parità e operano per il bene comune. Le persone vivono e lavorano in contesti territoriali diversi. Partecipano ai processi e alle decisioni riguardanti lo sviluppo territoriale che influenzano il loro ambiente di vita, e ne traggono beneficio. La coesione che tiene unite le regioni e su cui poggia la società è forte.
- La Svizzera è connessa al suo interno e verso l’esternoIl territorio policentrico svizzero, con le sue solide reti tra attori, organizzazioni e infrastrutture, offre opportunità di sviluppo sostenibile alla società e all’economia. Esso crea legami che superano i confini amministrativi, geografici e settoriali.
- Le basi naturali della vita sono garantite a lungo termineLe aree urbane, le aree rurali e le regioni montane dispongono delle basi naturali indispensabili alla vita. Tutti questi territori sono funzionali e resilienti poiché si sono adattati ai pericoli naturali e ai cambiamenti climatici. Lo sviluppo territoriale è ecocompatibile e promuove uno stile di vita sano e sostenibile. Esso assicura un approvvigionamento sostenibile di acqua potabile, generi alimentari ed energia.
- Tutte le regioni offrono un contesto di vita di alta qualità che contribuisce a creare identitàLe regioni svizzere offrono ai loro abitanti numerose prospettive di sviluppo, ma anche la possibilità di identificarsi con il proprio ambiente di vita e di partecipare alla vita sociale. I paesaggi naturali vengono preservati mentre quelli rurali sono gestiti e sviluppati in modo sostenibile. Il patrimonio culturale viene tutelato e reso accessibile. I territori urbanizzati, gli edifici e gli spazi non costruiti sono progettati con cura, contribuiscono alla creazione di un contesto di vita di qualità, favorevole al benessere e alla salute.
- La mobilità e l’approvvigionamento di energia sono efficienti e rispettosi dell’ambiente e del climaLa mobilità e l’approvvigionamento energetico, così come le relative infrastrutture, sono in grado di soddisfare le esigenze. Essi sono coerenti con uno sviluppo territoriale rispettoso dell’ambiente e del clima e lo sostengono. L’accessibilità dei trasporti e l’approvvigionamento energetico del Paese sono garantiti in tutte le regioni e in tutti i contesti spaziali. Essi sono efficienti ed economicamente sostenibili.
- La Svizzera offre in tutte le regioni gli spazi necessari per lavorare e vivere in modo sostenibileL’uso del territorio evolve grazie ad approcci innovativi, rispettosi del clima e delle risorse e, per quanto possibile, in zone ben servite e all’interno degli spazi già urbanizzati. Esso tiene in considerazione le esigenze della popolazione, la sua evoluzione e il cambiamento demografico così come le richieste dell’economia. Le regioni e i diversi contesti territoriali sfruttano le opportunità di sviluppo specifiche del luogo tenendosi al passo con i cambiamenti.
Strategie
Rafforzare la policentralità, la cooperazione e la diversità regionale
Rafforziamo i punti di forza territoriali e regionali e consolidiamo le reti tra attori intensificando la collaborazione e la partecipazione nelle aree d’intervento.
La prima strategia pone al centro l’organizzazione del territorio. Attraverso un approccio sovraregionale, incentiviamo una collaborazione che superi i confini tra le discipline e i livelli istituzionali, al di là delle frontiere interne ed esterne. Un’organizzazione territoriale interconnessa, un approccio olistico e l’adeguata partecipazione di tutte le parti coinvolte costituiscono le basi per una gestione efficace del cambiamento. Rafforziamo la struttura policentrica del territorio svizzero. La policentralità – l’organizzazione del territorio articolata attorno a più centri – dipende da un buon collegamento dei trasporti in tutto il Paese e da una qualità della vita ugualmente elevata nei diversi centri. Una partecipazione mirata e fortemente radicata a livello regionale consente sviluppi che rispecchiano le specificità locali e trovano il sostegno della popolazione. Le pari opportunità e il coinvolgimento della popolazione sono le basi della coesione sociale in Svizzera.
Policentralità
La Svizzera è caratterizzata da una moltitudine di grandi, medi e piccoli centri collegati tra loro e con i rispettivi territori circostanti. La vicinanza a un centro assicura a gran parte della popolazione tragitti brevi e un accesso rapido al posto di lavoro, ai luoghi di formazione, alle strutture legate all’approvvigionamento, ai servizi e alle strutture legate al tempo libero. In virtù delle loro funzioni, questi centri assolvono compiti chiave per i loro territori circostanti. I centri e i territori circostanti costituiscono insieme regioni forti con una specifica identità politica, economica e culturale. Le regioni si fanno portavoce delle esigenze locali. Uno sviluppo territoriale e infrastrutturale policentrico riuscito a tutti i livelli è essenziale per la piazza economica svizzera. Un tale sviluppo aiuta la Svizzera a riunire le forze in conformità con la sua struttura statale e territoriale frazionata e ad affermarsi nell’ambito della concorrenza mondiale.
L’80 per cento della popolazione vive nelle aree urbane. Le città di grandi, medie e piccole dimensioni, così come gli agglomerati, rivestono un’importanza sul piano sociale e politico. Essi contribuiscono in modo significativo alla performance economica della Svizzera. Noi ci adoperiamo affinché lo sviluppo economico sia sempre accompagnato da un’elevata qualità della vita e dell’abitare, sottolinei le peculiarità locali e sia conforme ai principi dello sviluppo sostenibile. Una buona mescolanza sociale e funzionale nelle città, nelle aree urbane, nei villaggi e nei quartieri migliora la coesione sociale e la partecipazione. Nel contesto dello sviluppo policentrico del territorio teniamo in considerazione le sfide che si presentano alle grandi città e agli agglomerati. Questi ultimi svolgono un importante ruolo come indicatori del cambiamento e sono all’avanguardia nel perseguire uno sviluppo centripeto di qualità. In quanto luoghi caratterizzati da una grande diversità sociale e importanti per la formazione, la ricerca e la cultura, le grandi città offrono un ambiente di vita attraente. Forniscono prestazioni economiche eccellenti e sono predisposte a generare innovazione.
Gli agglomerati e le città di medie e piccole dimensioni offrono luoghi attrattivi dal punto di vista residenziale ed economico: grazie a una trasformazione sostenibile e di elevata qualità, a una buona integrazione nella rete delle città e a infrastrutture e servizi attrattivi, anche in futuro disporranno di condizioni favorevoli per attrarre attività economiche e nuovi abitanti. Tra i diversi spazi urbani vi sono gli spazi intermedi, essenziali per l’artigianato, l’industria e l’agricoltura. Questi luoghi accolgono inoltre zone residenziali e attività ricreative di prossimità. Essi sono attrattivi poiché spesso sono attraversati da paesaggi allo stato pressoché naturale e, nella maggior parte dei casi, sono dotati di una buona accessibilità. Essi, pertanto, devono soddisfare numerose esigenze di utilizzo proponendo soluzioni su misura.
I centri regionali svolgono un ruolo determinante per la coesione sociale, il servizio universale di base e la vitalità delle aree rurali. Le aree rurali e le regioni montane assolvono importanti funzioni per l’economia, il turismo, lo svago, la cultura e la produzione di energia. Forniscono in tal modo servizi fondamentali per l’intero Paese e, nell'ambito di partenariati, determinano le loro specifiche opportunità di sviluppo locale. Questi territori orientano verso i propri centri le funzioni di approvvigionamento intercomunali e i luoghi di ritrovo. Nell’ambito della collaborazione regionale, si tiene conto della topografia che, in questi contesti, può essere determinante.
I centri delle grandi regioni turistiche alpine svolgono un’importante funzione per la popolazione regionale. Sono luoghi per lo sport, per il tempo libero e per il turismo a scala nazionale. I centri turistici, inoltre, sono rinomati a livello internazionale e ben collegati con il resto del mondo. È quindi importante garantire loro un’adeguata accessibilità e una costante modernizzazione delle necessarie infrastrutture. Considerata la variabilità legata alle stagioni e all'affluenza di visitatori, l'uso delle infrastrutture e del parco immobiliare rappresenta una sfida significativa.
Principi d’intervento
- Consolidare lo sviluppo territoriale policentrico; riconoscere le molteplici funzioni dei centri per le zone circostanti come un’importante prestazione e continuare a svilupparle attraverso adeguate strutture di cooperazione
- Sfruttare la struttura territoriale policentrica al fine di orientare lo sviluppo degli insediamenti verso centri ben accessibili, con un buon potenziale di crescita e buone capacità infrastrutturali
- Rinsaldare i punti di forza, colmare le lacune attraverso la cooperazione ed evitare di sviluppare tutto allo stesso modo ovunque; fare in modo che le regioni rafforzino il loro profilo, fissino priorità e si sviluppino nella consapevolezza del contesto globale
- Apprezzare e mantenere viva la diversità delle regioni; consentire alla popolazione di partecipare sul piano sociale e politico allo sviluppo territoriale affinché possa dare forma in modo consapevole al proprio futuro
Aree d’intervento e spazi funzionali
Uno sviluppo territoriale sostenibile si realizza qualora vengano prese decisioni strategiche di lungo termine, in modo sovraregionale e nella consapevolezza del contesto globale, tenendo conto allo stesso tempo delle specifiche situazioni locali. A tal fine, nelle aree d’intervento o negli spazi funzionali puntiamo su forme di cooperazione che superino i confini tra le discipline e i livelli istituzionali nonché le frontiere interne ed esterne. Fissiamo priorità nel quadro di un dialogo aperto e sviluppiamo in modo mirato quei settori complementari che hanno un impatto significativo sull’intero sistema.
Gli spazi funzionali sono presenti a tutte le scale, dalle valli alpine alle grandi regioni aventi una dimensione internazionale. Essi si caratterizzano per le loro forti interdipendenze territoriali e funzionali, hanno confini che non sempre coincidono con quelli comunali, cantonali o nazionali e non seguono nemmeno le frontiere linguistiche. Negli spazi funzionali gli enti locali si organizzano a livello regionale per svolgere le loro funzioni, come per esempio nell’ambito dei progetti di agglomerato.
Le dodici aree d’intervento del Progetto territoriale sono spazi di cooperazione e di intenzionalità condivise su scala sovraregionale. Sono il frutto della volontà politica di affrontare insieme le sfide e sfruttare le sinergie. La collaborazione può portare a strategie d’ordine superiore, posizioni convergenti o linee guida territoriali, e può contribuire a individuare interessi comuni e complementarità in contesti spaziali che presentano molteplici interdipendenze. Il dialogo consente di comprendere meglio le differenze a livello territoriale e sociale e di trovare soluzioni condivise ai conflitti tra obiettivi. Lo scambio e la cooperazione possono promuovere l’equilibrio regionale. La collaborazione sovraregionale richiede impegno e risorse per poter esistere ed essere efficace nel lungo termine.
Le aree d’intervento del Progetto territoriale, oltre a includere diversi tipi di spazio e spazi funzionali, si sovrappongono tra loro. Le zone di sovrapposizione che ne risultano hanno una funzione di ponte ed evidenziano le connessioni spaziali. La seconda parte del Progetto territoriale mostra come queste aree d’intervento sovraregionali rendano concrete le strategie del Progetto territoriale Svizzera e quali priorità intendano perseguire
Diverse aree d’intervento che hanno i medesimi obiettivi o devono affrontare sfide simili, possono trasferire soluzioni promettenti da un territorio all’altro. Qualità della vita, evoluzione demografica, coesione sociale e identità comune, turismo, economia, cambiamenti climatici, ambiente, energia o trasporti sono tutti dei possibili temi di cooperazione. I territori aventi sfide analoghe sono, per esempio, le aree d’intervento che comprendono agglomerati urbani, quelle caratterizzate da una rete di città di piccole e medie dimensioni, ma anche quelle situate nell’arco alpino o che si estendono oltre i confini nazionali. Le aree d’intervento transfrontaliere devono affrontare sfide specifiche poiché sono caratterizzate da dipendenze reciproche e da strutture politico-amministrative o condizioni quadro diverse.
I cambiamenti climatici richiedono un coordinamento delle misure territoriali nelle aree d’intervento, sia per quanto riguarda la prevenzione dei pericoli naturali, la protezione degli habitat naturali e la loro interconnessione, sia per progetti che contribuiscono a ridurre al minimo i cambiamenti climatici, ad esempio in ambito di uso del territorio, di mobilità e di energia.
In tutte le aree d’intervento vi sono territori che presentano un incremento demografico notevole e una crescita economica elevata. Questi territori devono lottare contro la penuria di alloggi a prezzi accessibili, di zone industriali e artigianali adeguate e di superfici destinate alle infrastrutture. Ciò non riguarda soltanto gli agglomerati urbani, ma tutti i tipi di centro, compresi quelli situati nelle regioni turistiche alpine. Grazie alle strategie di sviluppo a livello delle aree d’intervento, questi contesti possono trarre vantaggio dalle loro complementarità territoriali e dal potenziale di sviluppo centripeto dei loro insediamenti.
Anche la pianificazione dell’approvvigionamento energetico, della mobilità e del trasporto di merci richiede un approccio su larga scala. La produzione e lo stoccaggio di energia dipendono da condizioni territoriali specifiche. Spesso queste attività sono localizzate in un’area d’intervento diversa da quella di chi usa l’energia. Analogamente, anche le strategie di trasporto intermodale e la connessione basata sulle esigenze delle offerte di mobilità richiedono un quadro di riflessione che vada ben oltre gli enti territoriali esistenti. Le aree d’intervento rendono possibile questa visione condivisa dello sviluppo futuro in un contesto su vasta scala.
Principi d’intervento
- Pensare e agire in termini di aree d’intervento; coinvolgere gli attori dell’economia e della società civile nonché i privati; creare o consolidare strutture per la cooperazione
- Riconoscere e sfruttare i propri punti di forza; adottare una visione globale e agire operando in partenariato; pianificare soluzioni su misura negli spazi funzionali
- Attuare una collaborazione transfrontaliera per affrontare decisioni importanti in ambito di sviluppo territoriale; organizzare il dialogo e la cooperazione in maniera interregionale e al di là dei livelli istituzionali
Regioni transfrontaliere
Le regioni di frontiera della Svizzera comprendono aree urbane e reti urbane policentriche transfrontaliere, territori soggetti all’influenza delle metropoli europee, aree rurali e montane che si estendono oltre i confini nazionali. Alcune di esse sono dinamiche e importanti per lo sviluppo economico di tutta la Svizzera. Altre ospitano zone di svago e paesaggi di elevata qualità. Da decenni nelle regioni di confine nascono cooperazioni sempre più importanti e legami economici, scientifici, culturali e sociali. Le regioni di frontiera sfruttano il loro potenziale grazie ad uno sviluppo congiunto. La cooperazione con le regioni e le nazioni confinanti richiede la volontà di tutte le parti coinvolte. Le differenze istituzionali, culturali ed economiche presuppongono una collaborazione su misura per ogni singola regione. In cambio, dalla cooperazione transfrontaliera nasce l’opportunità di elaborare soluzioni originali che nascono dalla condivisione di esperienze, cultura e lingua.
Le condizioni economiche rappresentano spesso il motore dello sviluppo territoriale e demografico. Promuoviamo strategie e progetti transfrontalieri che conferiscono a queste regioni un’identità propria e consentono loro di difendere, da una parte e dall’altra della frontiera, i propri interessi. Ciò vale sia per le regioni urbane che per quelle rurali e montane.
In Svizzera la collaborazione transfrontaliera non è un’eccezione, bensì una realtà quotidiana e una necessità. La maggior parte dei Cantoni confina con un altro Paese. Nelle regioni di frontiera sia gli operatori economici che la popolazione si attendono soluzioni transfrontaliere alle questioni quotidiane. Anche gli spazi naturali non si fermano alla frontiera. L’arco alpino, ad esempio, si estende su diverse nazioni che affrontano insieme le sfide di questo territorio.
La Svizzera si trova al centro dell’Europa e affronta le sfide insieme alle regioni confinanti. Ha un ruolo importante nello sviluppo territoriale del continente ed è integrata nei processi di sviluppo europei. Coordiniamo la nostra azione con le nazioni limitrofe attuando una collaborazione transfrontaliera comune.
Principi d’intervento
- Sfruttare le peculiarità delle diverse regioni quale potenziale culturale, economico e sociale indipendentemente dai confini nazionali; sostenere l’identità comune e lo scambio
- Consolidare la cooperazione attraverso strategie e progetti transfrontalieri e superare le divergenze istituzionali; cercare congiuntamente soluzioni per le questioni quotidiane della popolazione e dell’economia; proteggere gli spazi naturali e i valori naturalistici al di là dei confini
- Garantire un collegamento a livello spaziale e organizzativo con le regioni confinanti e con le nazioni europee
Carta per la strategia 1
Garantire le basi naturali della vita e un’elevata qualità del paesaggio e del costruito
Garantiamo le basi naturali della vita in tutte le regioni, integrando il principio della resilienza nello sviluppo territoriale. Perseguiamo un'urbanizzazione di qualità, sviluppiamo gli insediamenti in modo centripeto, ne conteniamo l’espansione disordinata e colleghiamo tra loro i paesaggi aperti e costruiti.
La seconda strategia tratta le modalità con cui intendiamo integrare i limiti delle risorse naturali, i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità nello sviluppo degli insediamenti e dei paesaggi non costruiti. Puntiamo su una cultura della costruzione di qualità, su quartieri densi e centri a carattere urbano. Intendiamo continuare a conservare intatti i paesaggi aperti, i laghi e i corsi d’acqua e collegarli a superfici vegetali o non impermeabilizzate all’interno degli spazi urbanizzati. L’insieme di queste superfici naturali o seminaturali connesse tra loro forma un’infrastruttura verde e blu che adattiamo agli spazi e al contesto territoriale. Questa infrastruttura favorisce la resilienza, ossia la resistenza e la capacità di rigenerazione del territorio. Essa è fondamentale per rispondere alle esigenze ecologiche e sociali, ma anche per la salute della popolazione. Le strategie di sviluppo delle aree rurali e urbane mirano a garantire, nel lungo termine, la funzionalità delle regioni quali luoghi di vita, economia e cultura.
Clima e resilienza
Il riscaldamento climatico riguarda tutti i contesti territoriali, genera incertezza e comporta rischi di grande portata. Per questa ragione, il territorio svizzero deve diventare più resiliente. La resilienza territoriale si basa sulla capacità di una regione o di un luogo di resistere agli impatti esterni e di imparare a gestirli. Lo sviluppo del territorio mira a una trasformazione che consenta sia agli ecosistemi sia alla società di oggi e di domani di affrontare le situazioni di crisi.
Le aree rurali e urbane devono plasmare il contesto in cui sono inserite in modo tale da preservare e valorizzare le basi naturali della vita quali la biodiversità, l’acqua, il suolo e l’aria. Questi territori contribuiscono così a contrastare il consumo di suolo, il riscaldamento climatico e la perdita di biodiversità. Si adattano ai cambiamenti climatici e proteggono la loro popolazione dai pericoli naturali pianificando in modo lungimirante il loro sviluppo territoriale.
Una protezione particolare va accordata ai territori come le paludi, le zone riparie, le foreste o gli hotspot di fauna e flora che catturano l’anidride carbonica e contribuiscono a limitare il riscaldamento climatico. Le colture e le forme di sfruttamento dell’agricoltura e dell’economia forestale vengono scelte tenendo conto dei cambiamenti climatici.
Le conseguenze delle catastrofi naturali possono essere attenuate attraverso una gestione integrata dei rischi. Adattiamo perciò l’utilizzo del suolo ai rischi crescenti legati ai pericoli naturali. L’accento è posto anche sulla prevenzione dei danni agli edifici, alle infrastrutture e alle colture agricole e forestali. Vogliamo oltretutto proteggere i servizi e le prestazioni fondamentali, quali l’approvvigionamento di elettricità, acqua e generi alimentari, nonché l’assistenza medica.
La consapevolezza del rischio, i provvedimenti tecnici e operativi e le misure di pianificazione del territorio possono proteggere gli insediamenti dai pericoli naturali, evitando che le zone a rischio siano utilizzate per scopi edilizi o produttivi e garantendo soluzioni di ridondanza per le infrastrutture essenziali. A ciò contribuiscono anche gli spazi adattabili, come le città spugna e i paesaggi spugna, che assorbono le precipitazioni intense per poi cedere l’acqua durante le ondate di calore. Dobbiamo pianificare e proteggere con determinazione tali strutture spaziali e superfici non costruite. Occorre, infine, conservare i boschi di protezione, le foreste e gli spazi riservati alle acque.
Principi d’intervento
- Aumentare la resistenza e l’adattabilità di tutti i tipi di spazio nei confronti delle conseguenze dei cambiamenti climatici, di pericoli naturali e di altri rischi
- Adeguare la pianificazione degli insediamenti e l’utilizzazione del territorio a pericoli e rischi; prevedere zone tampone e adottare misure di protezione
- Promuovere la diversità dei paesaggi aperti e urbanizzati e degli habitat naturali; tutelare e connettere tra loro gli spazi verdi e collegarli con il paesaggio aperto; garantire la funzione protettiva della foresta a lungo termine
Sviluppo centripeto degli insediamenti
Gli insediamenti vengono ulteriormente sviluppati all’interno dell’area urbanizzata, prevalentemente attraverso la trasformazione e la densificazione del patrimonio edilizio esistente. Limitiamo così la dispersione degli insediamenti e creiamo, in tutte le regioni, un numero sufficiente di alloggi e posti di lavoro nelle città, negli agglomerati e nei villaggi ben accessibili. Al tempo stesso intendiamo preservare e migliorare la qualità della vita della popolazione valorizzando gli spazi non costruiti e le aree verdi urbane, interconnettendoli e collegandoli ai paesaggi aperti.
L’urbanistica, l’architettura e l’architettura del paesaggio cerano un ambiente a misura d’uomo e portatore di identità, la cui qualità è fondamentale non solo per la popolazione ma anche per l’economia e il turismo. Queste discipline sono al servizio sia di una cultura della costruzione di alto livello che di uno sviluppo sostenibile. Promuoviamo un’urbanistica che crei agglomerati diversificati e che offrano una buona qualità di vita. Essa deve tener conto del carattere dei luoghi del nostro Paese, sostenere la mescolanza sociale e funzionale e mettere a disposizione di tutte le fasce della popolazione un numero sufficiente di alloggi.
Insediamenti compatti, che consentono tragitti brevi e piacevoli per lo svolgimento delle attività quotidiane, rafforzano l’insieme di quelle caratteristiche che contraddistinguono la sostenibilità delle città, dei villaggi e dei quartieri. Quando i contatti sociali hanno la possibilità di svilupparsi nascono reti di vicinato vivaci e strutture socio-spaziali solide. Un sistema razionale di approvvigionamento e smaltimento, una mobilità organizzata in modo efficiente e, non da ultimo, un uso rispettoso del suolo favoriscono il mantenimento o la creazione di spazi pieni di vita. Lo sviluppo degli insediamenti tiene conto delle esigenze di una popolazione eterogenea e sempre più anziana. Promuoviamo servizi, infrastrutture, spazi pubblici e forme abitative flessibili e adeguate a diversi stili di vita.
Spazi pubblici come parchi, piazze, strade di quartiere o di paese costituiscono la struttura portante del tessuto urbano. Essi sono essenziali per lo svago e la salute delle persone, favoriscono i contatti sociali, nonché l’attività fisica e sportiva. Le superfici non impermeabilizzate all’interno degli spazi urbanizzati sono utili per la regolazione del calore, l’attenuazione del rumore, la promozione della biodiversità e la gestione delle acque.
Principi d’intervento
- Attuare uno sviluppo centripeto degli insediamenti, rinnovarli e ampliarli in modo qualitativo; favorire un’urbanizzazione compatta; recuperare spazi non costruiti diversificati e protetti dall’inquinamento acustico, utili alle attività ricreative di prossimità e adattati al clima
- Rafforzare la mescolanza sociale e funzionale di città, aree urbane, villaggi e quartieri, in tutte le regioni; creare spazi per le attività fisiche e l’incontro; soddisfare l’esigenza di luoghi facilmente accessibili per una popolazione eterogenea e sempre più anziana
- Progettare spazi pubblici di qualità dal punto di vista urbanistico
- Rafforzare i centri delle località; rinnovare i siti nel rispetto della loro identità; promuovere una cultura della costruzione di qualità; conservare il patrimonio costruito attraverso il suo sviluppo qualitativo
Paesaggi aperti e basi naturali della vita
L’interconnessione di habitat naturali e seminaturali fornisce servizi ecologici di importanza vitale. Per questa ragione, lo sviluppo territoriale considera ormai i paesaggi rurali e quelli naturali non ancora antropizzati come un sistema interconnesso nel quale attività umane come l’economia e le attività ricreative interagiscono con gli ecosistemi e il clima. I paesaggi rurali come, ad esempio, le zone agricole, i pascoli o i vigneti, contribuiscono a definire il carattere del paesaggio regionale. Per questo motivo è nostra intenzione preservarli, utilizzarli in modo rispettoso e svilupparli con oculatezza nelle loro diverse forme.
Intendiamo conservare, nell’in teresse della società e dell’economia, i paesaggi naturali poco o per nulla trasformati dall’uomo, i paesaggi coltivati nel rispetto della natura e gli habitat di grande valore. Questi spazi comprendono. Questi spazi comprendono i paesaggi montani pressoché incontaminati e ospitano habitat rari o minacciati. Gli impianti turistici ed energetici situati nei paesaggi aperti devono essere strutturati e concentrati dal punto di vista spaziale.
Le zone agricole contigue sono importanti per la produzione di generi alimentari, l’attrattività delle aree rurali, la qualità di vita e la tutela delle tradizioni culturali. Intendiamo garantire che l’agricoltura locale possa contribuire in modo significativo all’approvvigionamento alimentare, conservando a lungo termine l’estensione, la qualità e la fertilità del suolo agricolo e ripristinando e valorizzando i suoli degradati. Al riguardo occorre proteggere in modo particolare le superfici per l’avvicendamento delle colture, ossia i migliori terreni agricoli. È infine necessario evitare l’erosione e la compattazione del suolo e ridurre il carico inquinante.
Anche la foresta, in qualità di ecosistema adattabile e ricco di specie, svolge importanti funzioni protettive e utili per l’ambiente, l’economia e la società. Al fine di consentire alle foreste di continuare a fornire le loro prestazioni anche in caso di mutate condizioni climatiche, dobbiamo preservarle, proteggerle dai danni, gestirle in modo naturale e collegarle tra loro.
Le superfici agricole e forestali sono utilizzate, da un lato, per la produzione di generi alimentari e legname e, dall'altro, offrono luoghi in cui la popolazione può rilassarsi e svolgere attività fisica. Esse ospitano habitat per innumerevoli specie vegetali e animali e svolgono un ruolo centrale per la biodiversità e le acque sotterranee. Ciò può far insorgere conflitti tra utilizzazioni o gruppi d’attori, ognuno dei quali è portatore di esigenze specifiche. Intendiamo ponderare gli interessi in gioco e rafforzare la comprensione reciproca tra i gruppi di attori affinché in quegli spazi possano coesistere diverse utilizzazioni e attività.
Gli spazi lacustri e fluviali naturali e seminaturali devono svolgere, a lungo termine, la loro funzione di zone ecologiche centrali e di collegamento tra le infrastrutture verdi e blu. Le rive di laghi e fiumi che, nelle vicinanze delle aree urbane, fungono da zone di svago in prossimità, devono rimanere il più possibile accessibili alla popolazione. L’utilizzazione delle superfici in prossimità delle rive deve essere coordinata con la tutela delle specie e la protezione dalle piene. Solo disponendo di sufficiente spazio, i laghi e i corsi d’acqua possono fornire importanti prestazioni ecosistemiche e soddisfare diverse esigenze di utilizzazione e protezione. Lo sviluppo del territorio e una gestione integrata delle acque contribuiscono a un bilancio idrico sostenibile. Oltre alle acque superficiali, proteggiamo anche le acque sotterranee come preziosa riserva di acqua potabile.
Principi d’intervento
- Connettere tra loro gli habitat naturali, offrire opportunità di sviluppo alla biodiversità e rafforzare l’infrastruttura verde e blu; salvaguardare e migliorare le molteplici funzioni svolte dagli spazi riservati alle acque
- Proteggere e sviluppare le superfici coltive e boschive continue; salvaguardare la fertilità dei suoli agricoli contribuendo in tal modo alla sicurezza alimentare; garantire la funzione ecologica delle terre coltivate e delle foreste
- Conservare i paesaggi naturali e rurali pregevoli; garantire l’equilibrio tra protezione e utilizzazione del territorio e armonizzare tra loro le esigenze degli utilizzatori
- Promuovere un approvvigionamento sicuro di acqua potabile e una gestione sostenibile delle risorse idriche conservare il patrimonio costruito e svilupparlo in modo qualitativo
Carta per la strategia 2
Prevedere spazi per lo sviluppo demografico ed economico, progettare la mobilità e l’energia nel rispetto dell’ambiente e del clima
Coordiniamo tra loro mobilità, approvvigionamento energetico e sviluppo del territorio e li pianifichiamo in maniera globale per fare della Svizzera un luogo attrattivo e creativo in cui vivere, lavorare e svolgere attività economiche.
La terza strategia è incentrata sulle esigenze della società e dell’economia. La crescita demografica, il dinamismo economico e i cambiamenti sociali mettono a dura prova il territorio e le infrastrutture. Ciò comporta una pressione crescente sugli habitat di elevata qualità. Per poter affrontare tali sfide, occorre ampliare la cultura e la pratica dello sviluppo territoriale. Pianifichiamo secondo un approccio globale, definiamo procedure efficaci e sviluppiamo soluzioni integrate e coordinate come, per esempio, le utilizzazioni multiple o temporanee degli spazi. La pianificazione e la gestione del territorio devono essere sostenibili e sfruttare le potenzialità della digitalizzazione. La strategia punta a garantire un approvvigionamento energetico sostenibile e sicuro e un uso parsimonioso dell’energia. Essa promuove il coordinamento territoriale tra lo sviluppo degli insediamenti e quello dei trasporti, la mobilità multimodale e un sistema dei trasporti che sia efficiente in termini di utilizzo delle superfici e che garantisca una buona accessibilità a livello regionale e internazionale.
Territorio e sviluppo
La crescita demografica ed economica deve avvenire prevalentemente all’interno delle aree urbane ben accessibili e densamente costruite. Un insediamento compatto nonché edifici e strutture flessibili e multifunzionali favoriscono un uso efficiente delle superfici. Ciò vale parimenti per gli sviluppi nelle città, negli agglomerati, nei centri regionali e nei villaggi. Gli edifici non occupati e le aree dismesse devono essere riconvertiti o destinati a utilizzazioni transitorie. Essi offrono un margine di manovra prezioso per rispondere a diverse esigenze di sviluppo. Una gestione regionale delle superfici aiuta a organizzare le riserve di utilizzazione esistenti, a ridurre il rischio di potenziali danni e a collocare strategicamente le funzioni chiave. Introducendo procedure efficienti, coinvolgendo tempestivamente i gruppi di interesse e tenendo in considerazione i conflitti tra obiettivi, creiamo le condizioni necessarie affinché i progetti possano essere realizzati il più rapidamente possibile.
Le superfici destinate ai siti produttivi, alle attività artigianali e alle imprese del settore dei servizi rivestono un ruolo centrale nella pianificazione: l’economia e i suoi processi dinamici sono infatti un presupposto e un motore essenziale dello sviluppo territoriale nel suo insieme. L'economia, anche in prossimità dei centri, necessita di infrastrutture adeguate, e di utilizzazioni delle superfici e di opportunità di sviluppo flessibili. Catene di approvvigionamento e di produzione brevi risultano particolarmente attrattive per i settori produttivi dell’economia. La presenza di cluster locali e regionali di siti produttivi e logistici semplificano i processi e generano sinergie territoriali e operative. Occorre infine gestire il volume di traffico e monitorare l’inquinamento acustico e le emissioni indesiderate dei siti produttivi tenendo conto delle esigenze delle altre utilizzazioni come quelle legate alla residenza e al tempo libero.
L’economia circolare richiede superfici adeguate per la produzione, l’approvvigionamento e lo smaltimento delle merci, nonché per il riciclaggio o il riutilizzo dei materiali di lavorazione e di costruzione. Alcuni settori particolarmente promettenti dipendono dalla rapida implementazione di tali condizioni. La vicinanza ai siti esistenti, infine, favorisce le sinergie e può contribuire a semplificare i processi produttivi.
L’accesso a efficienti tecnologie dell’informazione e della comunicazione è importante per l’attrattività di un luogo, anche nelle aree più periferiche. Anche in questo ambito intendiamo continuare a garantire una copertura adeguata del servizio universale di base. La possibilità di lavorare a distanza e in co-working può rendere villaggi e quartieri più animati, rafforzandone la loro attrattività.
L’agricoltura si trova di fronte a grandi sfide come il cambiamento strutturale o l’adattamento della produzione ai cambiamenti climatici. Essa deve inoltre rispondere alle elevate esigenze della società. Gli agricoltori, perciò, rivolgono la propria attenzione a nuove forme di collaborazione e a pratiche colturali e prodotti promettenti e sostenibili. Uno scambio intenso tra aree urbane e rurali contribuisce a rendere la filiera alimentare sostenibile e vantaggiosa per tutti: dalla produzione alla lavorazione, dalla commercializzazione alla logistica fino al consumo finale.
A causa della crescita demografica e dei cambiamenti di natura sociodemografica, il numero di economie domestiche e il fabbisogno di alloggi sono in costante aumento. La disponibilità di alloggi è un importante fattore per l’attrattività di un luogo. Per garantire la mescolanza sociale occorrono alloggi a pigione moderata situati anche in prossimità dei centri urbani e adatti a diversi tipi di economie domestiche. Noi ci impegniamo, pertanto, a promuovere quartieri compatti, attrattivi e a misura d'uomo situati all'interno delle aree urbanizzate esistenti. Promuoviamo, inoltre, destinazioni d'uso e possibilità di utilizzazioni flessibili.
Pianifichiamo accuratamente le utilizzazioni del sottosuolo – che si tratti di trasporti, produzione e stoccaggio di energia, estrazione di materie prime o approvvigionamento di acqua potabile – e le coordiniamo con i contesti territoriali presenti in superficie.
La Svizzera è una destinazione turistica attrattiva. Uno sviluppo sostenibile del turismo ha ricadute positive sull’economia nelle regioni e contribuisce a creare un contesto di vita attrattivo. Tuttavia, occorrono soluzioni mirate al fine di compensare gli svantaggi per la popolazione locale, tra cui la concorrenza nell’accesso agli alloggi o l’impatto sul paesaggio. Le regioni turistiche fortemente colpite dai cambiamenti climatici possono proporre, grazie a modelli innovativi e sostenibili alternative alle offerte a carattere sinora fortemente stagionale.
Principi d’intervento
- Siedlungsgebiete effizient nutzen und kompakt weiterentwickeln; gut erschlossene Standorte in allen Regionen gebietsübergreifend planen und gezielt entwickeln; Zersiedelung eindämmen
- Möglichkeiten ausschöpfen, um genügend Raum für zeitgemässes, bedarfsgerechtes und bezahlbares Wohnen zu schaffen
- Flächen für innovatives und nachhaltiges Wirtschaften und Arbeiten in gut erschlossen Siedlungsgebieten aller Regionen verfügbar machen; Tourismusgebiete nachhaltig und zum Wohl der lokalen Bevölkerung weiterentwickeln
- Raum für industrielle, gewerbliche und landwirtschaftliche Produktion planen; die Versorgung, Entsorgung und Wiederaufbereitung mitdenken und gestalten
- Verfahren effizient gestalten und variable, multifunktionale oder temporäre Raumnutzungen ermöglichen; Interessensgruppen frühzeitig in die Planung einbeziehen
Energia
L’approvvigionamento energetico si trova dinnanzi a cambiamenti radicali. Per ridurre l’impatto ambientale e le emissioni di CO2 legate alla produzione energetica, l’economia e la società devono utilizzare l’energia nel modo più efficiente possibile e sfruttare al meglio il potenziale di risparmio e recupero. Così facendo contribuiscono ad aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento energetico. La Svizzera sviluppa il settore nazionale delle energie rinnovabili e adatta le infrastrutture energetiche alla nuova realtà. Lo sviluppo territoriale ha il compito di accompagnare e coordinare questa trasformazione e mettere a disposizione le superfici necessarie. In futuro la produzione di elettricità dovrà basarsi prioritariamente sull’energia solare, idroelettrica ed eolica, ed essere il più possibile decentralizzata. Il calore deve essere ricavato soprattutto dall’ambiente, dalla biomassa oppure attraverso l’energia solare termica e l’energia geotermica. La disponibilità di energia rinnovabile è sottoposta a fluttuazioni giornaliere o stagionali. Queste variazioni devono essere compensate integrando nel migliore dei modi la produzione, le capacità di accumulo e le infrastrutture di trasmissione e distribuzione dell’energia. La struttura della rete va adeguata alle future esigenze della produzione, dello stoccaggio e del consumo di energia. A tal fine provvediamo a riservare e garantire i tracciati e i siti necessari. La Svizzera è integrata nella rete europea di trasmissione dell’energia e dipende dal collegamento in rete a livello internazionale. Ove necessario, occorre eliminare i colli di bottiglia in corrispondenza delle interfacce con le strutture di rete dei Paesi confinanti.
Le infrastrutture energetiche rivestono un’importanza fondamentale per l’approvvigionamento. La Svizzera necessita quindi di riserve e ridondanze sufficienti. A tal fine pianifica e rafforza le proprie infrastrutture per produrre, in misura crescente, energia rinnovabile sul proprio territorio. Ciò richiede l’ampliamento e la costruzione di impianti adeguati in luoghi in cui l’impatto sull’ambiente e il paesaggio può essere ridotto al minimo. Sfruttiamo in modo mirato le opportunità disponibili e pianifichiamo gli interventi soprattutto in zone urbanizzate e dove esistono già delle infrastrutture. È inoltre necessario integrare gli impianti nel contesto territoriale. La pianificazione esplora inoltre le possibilità di accoppiamento settoriale – ovvero il collegamento tra i settori dell’elettricità, del calore e dei trasporti – e tiene conto delle esigenze e delle specificità locali.
Orientiamo il parco immobiliare, la mobilità e il consumo di energia da parte dell’economia e della popolazione verso la neutralità climatica. Sfruttiamo maggiormente il potenziale esistente allo scopo di aumentare l’efficienza sia nelle città che nelle aree rurali come, ad esempio, nell’ambito della riqualificazione energetica degli edifici e dello sfruttamento del potenziale termico attraverso le reti di riscaldamento di prossimità e di teleriscaldamento.
Principi d’intervento
- Garantire l’approvvigionamento energetico e orientarlo prevalentemente verso fonti rinnovabili; puntare a un migliore coordinamento spaziale e temporale tra produzione e fabbisogno; sfruttare in modo sistematico l’efficienza energetica e il potenziale di riduzione dei consumi; orientare il parco immobiliare, la mobilità e l’industria verso energie a neutralità climatica
- Organizzare una produzione, uno stoccaggio, un trasporto e una distribuzione rispettosi dell’ambiente, delle specificità locali e del paesaggio; raggruppare gli impianti e integrarli al meglio sul piano territoriale
- Pianificare in maniera globale il sistema energetico; coordinare tra loro le infrastrutture di produzione, trasporto e distribuzione; garantire l’interconnessione a livello nazionale e internazionale, comprese le interfacce tra diversi settori energetici
Mobilità
Un sistema di trasporto efficiente è fondamentale per il buon funzionamento del Paese. Le infrastrutture svizzere dei trasporti sono affidabili e, in gran parte, già costruite. Noi ci impegniamo affinché rimangano operative e continuino a svilupparsi nel loro insieme. Con la pianificazione dei trasporti promuoviamo strutture insediative compatte e miste al fine di soddisfare in modo ottimale le diverse esigenze di mobilità in continua evoluzione. A tal fine teniamo conto dell’evoluzione demografica ed economica.
Le infrastrutture e la mobilità devono adeguarsi alle evoluzioni sociali, ecologiche ed economiche e integrare le innovazioni tecnologiche. Sviluppiamo le infrastrutture di trasporto nel rispetto delle risorse e del paesaggio e creiamo un contesto favorevole per forme di mobilità efficienti in termini di utilizzo di superficie. Sfruttiamo le opportunità offerte dall’utilizzo efficiente delle infrastrutture di trasporto esistenti al fine di risparmiare superfici ed evitare costi per eventuali ampliamenti. Ciò, ad esempio, comporta che il tasso di utilizzo deve essere il più equilibrato possibile nei diversi momenti della giornata, della settimana o dell’anno, adeguando gli utilizzi attraverso la creazione di incentivi. Laddove le trasformazioni, gli ampliamenti e le nuove costruzioni si rivelano indispensabili, riserviamo con lungimiranza un numero sufficiente di superfici e sfruttiamo le possibilità offerte da utilizzazioni multiple. Una pianificazione dei trasporti di lungo termine favorisce soluzioni rispettose dell’ambiente e contribuisce a mitigare gli effetti negativi del traffico sul territorio e sulla salute. Infine, sfruttiamo le sinergie che risultano dal raggruppamento di più infrastrutture.
Intendiamo connettere strettamente tra loro le diverse scale della rete: dal trasporto di lunga distanza al trasporto regionale e locale. Il trasporto locale comprende, oltre agli spostamenti pedonali e ciclabili, anche tram, autobus e impianti a fune. Grazie a una rete strettamente coordinata, è possibile proporre un’offerta efficace e stabile per il trasporto di merci e passeggeri. La rete dei trasporti unisce in modo efficiente i diversi spazi e le regioni tra loro, garantisce l’accessibilità e consente la scelta del mezzo di trasporto più adatto in base al luogo e al momento.
La mobilità è multimodale. Gli utenti devono poter combinare facilmente diversi mezzi di trasporto per spostarsi secondo le proprie esigenze. A tal proposito le piattaforme dei trasporti possono svolgere un ruolo chiave. Miglioriamo l’accessibilità e creiamo catene di trasporto razionali, collegamenti efficaci e un facile accesso alla mobilità per tutti senza peraltro generare un aumento eccessivo del traffico.
Nelle aree rurali e nelle regioni montane la priorità è data al trasporto su strada e alla combinazione di diversi mezzi di trasporto. Nelle aree densamente popolate, nelle città e negli agglomerati favoriamo mezzi di trasporto collettivo quali il treno, il tram e l’autobus oppure la bicicletta e gli spostamenti a piedi. In questo modo liberiamo delle superfici per il traffico legato alle attività economiche che dipendono dai trasporti su strada. Contribuiamo inoltre allo sviluppo centripeto di qualità e alla salute della popolazione, riducendo le emissioni e i livelli di rumore.
La Svizzera dipende da un buon collegamento al sistema di trasporto europeo e mondiale, attraverso la ferrovia, la rete di strade (nazionali), la navigazione e il trasporto aereo. Per l’economia svizzera, fortemente orientata all’esportazione, per il turismo e per le organizzazioni internazionali, questa connessione globale è un importante fattore di valorizzazione locale. Gli aeroporti nazionali svolgono un ruolo chiave nel collegamento con l'estero.
Il trasporto delle merci deve avvenire nel rispetto dell’ambiente. La produttività e l’utilizzo del sistema sono elevati e i viaggi a vuoto vengono evitati. Il collegamento tra i diversi modi di trasporto consente di combinare il traffico merci e di raggruppare i flussi su lunghe distanze. Le piattaforme multimodali, ben collegate ai centri, assicurano una distribuzione capillare, flessibile e adeguata al contesto territoriale. Inoltre, esse facilitano un approvvigionamento e uno smaltimento ottimale delle merci in ambito urbano.
Innovazione, digitalizzazione e automazione possono dare un importante contributo a favore di una mobilità multimodale e di facile utilizzo. I progressi dell’automazione devono essere impiegati per migliorare l’efficienza della mobilità e contribuire a ridurre il traffico. Un programma d’offerta basato sulle nuove tecnologie può fornire soluzioni per una mobilità sostenibile. Esse contribuiscono, ad esempio, a garantire in modo più efficiente i collegamenti nelle regioni scarsamente popolate.
Principi d’intervento
- Garantire l’accessibilità di tutte le regioni e di tutte le parti del Paese; coordinare tra loro i trasporti, lo sviluppo degli insediamenti e la crescita demografica ed economica
- Ampliare le possibilità offerte all’utenza, combinare i mezzi di trasporto in modo flessibile e in base ai loro punti di forza; promuovere la mobilità attiva e i tragitti brevi
- Sfruttare le capacità esistenti per il trasporto passeggeri e merci e integrarle in modo strategico; utilizzare le infrastrutture in modo uniforme e mantenerle operative
- Sfruttare le nuove tecnologie e la digitalizzazione per migliorare l’efficienza dell’intero sistema dei trasporti
- Sviluppare ulteriormente e rafforzare le connessioni ai sistemi di trasporto europei e mondiali